Variante Tremezzina: firmato il Protocollo Legalità anche da Cgil, Cisl e Uil

Un protocollo per prevenire possibili infiltrazioni della criminalità organizzata. Ieri mattina è stato firmato il protocollo legalità per la realizzazione della Variante della Tremezzina.

Il documento è in vigore da oggi ed è stato sottoscritto dal Prefetto Andrea Polichetti, i sindacati Feneal Uil Alta Lombardia, Filca Cisl dei Laghi e Fillea Cgil di Como e l’Anas, l’Ispettorato del Lavoro e il Consorzio stabile SIS.

In sintesi, Il Protocollo di legalità firmato è uno strumento finalizzato al contrasto del fenomeno delle infiltrazioni mafiose nelle attività di realizzazione della Variante Tremezzina, che estende a tutti i soggetti appartenenti alla filiera delle imprese presenti in cantiere l’obbligo di fornire informazioni antimafia agli enti ispettivi.
Il documento, inoltre, prevede una particolare attenzione nel monitoraggio e nel tracciamento dei flussi della manodopera, argomento fondamentale per i sindacalisti firmatari. Infatti, in Prefettura si è costituito il “Tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera”, cui fanno parte Ispettorato del lavoro, i sindacati edili e i rappresentanti del soggetto aggiudicatario. Il gruppo di lavoro verrà informato anche delle violazioni contestate in merito alla sicurezza dei lavoratori e criticità riguardanti l’impiego della manodopera nel cantiere: A questo proposito, il referente dovrà trasmettere ogni settimana alla Cassa edile di mutualità e assistenza delle province di Como e Lecco, e all’Ispettorato del Lavoro, uno stralcio del “settimanale del cantiere” che contenga l’indicazione delle imprese e i nominativi dei dipendenti impegnati nella settimana di riferimento con le relative qualifiche professionali. I dati devono comprendere anche i titolari di partite Iva senza dipendenti e le eventuali variazioni rispetto a dati già inseriti.
Per i segretari Riccardo Cutaia di Feneal Uil, Roberto Turri di Filca Cisl e Luca Vaccaro di Fillea Cgil, si tratta di “un importante traguardo raggiunto che rende il contratto nazionale dell’edilizia, nonché gli enti paritetici che ne derivano, i protagonisti: perché dove c’è regolarità contrattuale, c’è più trasparenza, c’è più sicurezza e più legalità.”
Soddisfatte di questo primo passo, le tre federazioni territoriali hanno già invitato Anas, impresa aggiudicataria e Ance “a individuare un percorso condiviso e costruttivo, di profilo operativo e decisionale, per fare tutto il possibile per rendere il cantiere sicuro e realizzare con efficacia, anche in questo cantiere, le buone prassi già attuate nelle altre grandi opere lombarde”.

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