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La crisi della Canepa Paura per l’indotto e occhi sulla Regione

Dopo il concordato due appuntamenti al Pirellone Sindacati soddisfatti della solidarietà del territorio e contrarissimi all’ipotesi “spezzatino”: «Un disastro»

Una settimana in cui cercare di ottenere un cambio di rotta. In cui far sì che il clamore e la solidarietà portino un aiuto concreto ai lavoratori della Canepa, dopo la richiesta di ammissione alla procedura di concordato preventivo con riserva presentata dalla società. E dopo lo sciopero con presidio, che venerdì ha attirato l’attenzione sulla situazione dell’azienda tessile, con una paura: quella di un effetto domino, tra le piccole imprese.

Una settimana da questo punto di vista decisiva, perché ci sono in ballo due importanti appuntamenti regionali mercoledì. E perché l’intenzione è quella di giocare tutte le carte possibili prima della pausa natalizia. Prima che si allenti cioè tutta l’attenzione, fondamentale a ogni livello per i dipendenti.

I 450 di Canepa a San Fermo e Cavallasca, ma non solo. Il destino li unisce agli oltre cento lavoratori di Melpignano, in Puglia, per cui in Regione si era mossa anche una task force. E non finisce qui, ancora. Perché Canepa è appunto un faro e della sua luce vivono anche tante piccolissime imprese, che se cadessero, non farebbero rumore, ma danni sì. Qual è l’indotto di Canepa? Incalcolabile. Terzisti che hanno sempre fatto affidamento su quella che era una sicurezza nel territorio, dallo scorso anno acquistata per la maggioranza dal fondo gestito da DeA Capital Alternative Funds Sgr.

Ecco perché ci si sta muovendo con determinazione. E perché – ribadisce Armando Costantino della Femca Cisl dei Laghi - «l’ipotesi spezzatino non va bene e abbiamo chiesto anche un intervento al Governo perché ciò non avvenga». Il gruppo deve rimanere integro e portare avanti quel rilancio che il fondo pochi mesi fa aveva quantificato: un piano da 19 milioni.

Tratto da LA PROVINCIA 16.12.2018

CANEPA, sciopero per salvare l’azienda ”No allo spezzatino”  grande adesione  allo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali allo scopo di sbloccare la crisi che ha coinvolto Canepa spa, gruppo tessile che lo scorso lunedì ha depositato in Tribunale a Como la richiesta di concordato in bianco. “Spezzatino no, Canepa sì” è stato il martellante slogan urlato durante la manifestazione che si è svolta all’ingresso dello stabilimento di San Fermo alla quale hanno partecipato alcune centinaia di persone (450 i dipendenti della casa madre, 700 quelli del Gruppo).

Canepa sciopero

«È fondamentale l’intervento della politica compatta. Noi abbiamo dimostrati anche oggi la nostra coesione – dicono Doriano Battistin (Filctem Cgil), Serena Gargiulo (Uiltec Lario) e Costantino Armando Femca Cisl dei Laghi – Attendiamo lo stipendio di novembre e a dicembre riceveremo solo un parte della paga. Ma ciò che vogliamo è chiarezza sul nostro futuro».

Ampia è trasversale l’adesione di rappresentanti politici Istituzionali: il presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi, la parlamentare Alessandra Locatelli (Lega Nord), i consiglieri Raffaele Erba (M5S) e Angelo Orsenigo (Pd), il sindaco di San Fermo Pierluigi Mascetti. La mobilitazione ha prodotto un primo risultato concreto: mercoledì in Regione la vertenza Canepa sarà sul tavolo della Commissione attività produttive e sarà attivato un tavolo più operativo presso l’Assessorato al lavoro. 

 

RASSEGNA STAMPA

Sito aziendale CANEPA SPA

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