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Le IMMAGINI

 “Io ho scelto di essere...”

8 Marzo 2016: iniziativa Cisl e Progetto San Francesco

Martedì 8 marzo, dalle ore 15.00 alle 18,00: “Io ho scelto di essere...” presso la sede cermenatese del Centro Studi Sociali contro le mafie Progetto San Francesco di via Di Vittorio, 10. Il bene confiscato, sede del Centro studi, come è noto, è stato recentemente al centro delle cronache, poiché, da quanto è emerso da intercettazioni ambientali dell'indagine che si è appena conclusa sulla 'ndrangheta in Lombardia, rappresentava un obiettivo di un attentato da parte della criminalità organizzata. Alla luce di questi eventi, Cisl dei Laghi e Progetto San Francesco hanno organizzato proprio nella villetta di via Di Vittorio l'iniziativa per la Giornata Internazionale della donna, in cui la conduttrice di ETV, Dolores Longhi ha intervistato alcune donne che si sono distinte negli ambiti più diversi: Serena Costantini, imprenditrice comasca; Elena Tambini, giornalista ed ex arbitro di calcio, Elena Daddi, sindaco di Bregnano e Maria Ferla, agente di polizia. In questa occasione, Chiara, Giorgia, Giulia e Letizia, educatrici del doposcuola che si tiene presso la villetta, hanno presentato  le attività di doposcuola che vengono svolte in quella sede nell'ambito del progetto “Studiamo Insieme”.


Festa della donna: la Cisl dei Laghi ha  festeggiato  al Centro Studi contro le mafie 
Progetto San Francesco di Cermenate

Rispetto per la donna e importanza della legalità. Questi i tratti fondanti dell'8 marzo festeggiato oggi dalla Cisl dei Laghi al Centro Studi contro le mafie di Cermenate.
Un pomeriggio in cui si è analizzato il ruolo delle donne all'interno della società odierna grazie all'intervista, condotta da Dolores Longhi, alle esponenti di quattro diversi ambiti: l'imprenditrice Serena Costantini, il sindaco di Bregnano Elena Daddi, la poliziotta Maria Ferla e la giornalista - ex arbitro di calcio - Elena Tambini.

"La Sisme è un'azienda di famiglia, sono quindi cresciuta sapendo che avrei fatto questo lavoro - esordisce Serena Costantini - In questi anni siamo passati attraverso ad u a ristrutturazione aziendale, che ho dovuto gestire in prima persona. Un impegno probante che mi sono assunta con grande responsabilità, soprattutto nei confronti di chi lavora in azienda. È stato un periodo molto duro, ma anche molto formativo. Oggi sono diventata una figura di riferimento in azienda, non la "semplice" figlia di un imprenditore"
Ma cosa vuol dire essere donna, nel campo dell'imprenditoria?
"Il mio essere donna è un valore aggiunto: mi dà la sensibilità e la capacità di cogliere le sfumature. Credo che quella della donna-imprenditrice sia un connubio vincente. Per fare questa vita non ho dovuto rinunciare a nulla, né ho ho mai trovato difficoltà particolari: i nostri clienti sono soprattutto multinazionali e per lavoro mi trovo a viaggiare soprattutto all'estero, dove la differenza di genere è meno sentita. Anche in Italia, comunque, non ho mai avuto grandi problemi, né trovato particolare diffidenza".

Sulla stessa linea d'onda anche Elena Daddi, sindaco di Bregnano e componente del "Comitato 5 dicembre per la legalità"  promosso da 15 sindaci della Bassa comasca: "Questo ruolo comporta grossa responsabilità, che mi sono assunta con trasparenza ed onestà, provando una gratitudine verso tutti coloro i quali hanno creduto in me e mi hanno eletta. Del mio essere donna e delle esperienze che ho maturato nella mia vita porto con me soprattutto l'attenzione all'altro e la cura della relazione: spesso mi si dice "con te si può parlare". Quando devi prendere certe decisioni sei però da sola. Quella scelta arriva sì alla fine di un percorso, anche fatto di una serie di consultazioni. Ma poi devi decidere, separando l'aspetto relazionale da opinione".
Con il sindaco di Bregnano, impossibile non parlare anche di legalità: "Ricordo la fortissima emozione dell'incontro in questa casetta con i sindaci del circondario: un incontro con cui tutti noi decidemmo di dire con forza no alla mafia. La legalità va insegnata fin dalle scuole: la norma non deve essere vissuta come una cosa lontana da me, ma come qualcosa che mi tutela: garantisce a tutti un ambiente sano, ordinato e civile".

Per parlare di donne e di legalità, chi meglio di una poliziotta?
"Faccio questo lavoro da 26 anni - dice Maria Ferla - e lo amo ancora oggi. Sono passati quasi 30 anni dall'ingresso delle donne in polizia, un lavoro che inizialmente veniva considerato esclusivamente maschile. Devo dire che da subito c'è stata intelligenza da entrambe le parti, per permettere l'integrazione. Personalmente mi ho sempre lavorato benissimo coi colleghi uomini. Penso anzi che con l'ingresso delle donne in polizia ci siamo completati. L'approccio col cittadino oggi è diverso, non siamo più visti solo come soggetti repressivi".
Oltre al lavoro da poliziotta, Maria Ferla è anche operatrice sindacale del Siulp: "Mi sono ritrovata nel sindacato, ci sono da ormai 16 anni ed oggi mi piace quasi quanto il mio lavoro. Spero di riuscire a farlo bene. Potessi tornare indietro nella mia vita rifarei le stesse cose. Tutte meglio".

A chiudere l'intervista Elena Tambini, giornalista Mediaset ed ex arbitro di calcio: "A fare l'arbitro mi ci sono ritrovata casualmente, quando un arbitro di Serie A presentò il corso nella mia scuola e decisi di provare, scoprendo un mondo e una passione inaspettata, che è stata anche una grande palestra di vita. Purtoppo la presenza femminile in questo mondo è storicamente vista come inadeguata, anche se negli ultimi anni, personalmente ho iniziato questa attività nel 2006, sono stati fatti grandi passi avanti. In America però la cosa è molto più avanzata, mentre in Italia il cambiamento sta partendo ora. Un giorno però mi dissero che non sarei passata di categoria perché non avrei mai avuto lo scatto di un uomo: si parla di apertura alle donne, ma all'atto pratico ciò non succede. C'è una disparità di considerazione. So comunque di essere stata un esempio per le ragazze più giovani. Da quando ho iniziato io c'è stato un incremento notevole della forza arbitrale femminile nella mia sezione: da 5 a 30 donne attive. Una volta che ho trovato la strada sbarrata nel mondo dell'arbitraggio - chiude Elena Tambini - ho quindi accettato la collaborazione con la redazione sportiva di Mediaset, con cui già collaboravo nell'ambito delle news. Ho potuto così continuare a coltivare due grandi passioni: quella che ho sempre avuto per la scrittura e quella che mi è nata proprio dall'esperienza arbitrale per il calcio".

 Al termine delle interviste alle ospiti, Giorgia, Chiara e Letizia hanno presentato il progetto del doposcuola Studiamo Insieme, che si tiene con scadenza bisettimanale, il mercoledì e il venerdì, presso la Sede del Progetto San Francesco in via Di Vittorio, 10 a Cermenate.I ragazzi coinvolti sono circa 30, sono di paesi d’origine differenti e tutti frequentano la Scuola Secondaria di Primo Grado a Cermenate, dove il doposcuola veniva effettuato negli anni precedenti. Il servizio è nato a seguito di un’esperienza di volontariato, un laboratorio estivo solo per studenti stranieri promosso dalla cooperativa “La Soglia” di Cantù, i cui volontari hanno costituito il comitato “La Fenice” e nell’ultimo anno scolastico hanno avviato una collaborazione con Anteas, si sono trasferiti e operano presso la villetta del PSF in via Di Vittorio. Le tutor che fanno parte dello staff di Studiamo Insieme sono spinte da grande passione educativa, hanno un progetto su ciascun ragazzo che frequenta il doposcuola e questo fa sì che anche gli studenti si sentano valorizzati e particolarmente legati a questo ambiente educativo. 

Centro Studi sociali contro le mafie - Progetto San Francesco nel mirino della 'ndrangheta

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