“PNRR, CISL LOMBARDIA: ISTITUIRE UNA CABINA DI REGIA REGIONALE CON LE ISTITUZIONI E LE PARTI SOCIALI”. La proposta in apertura del XIII Congresso del sindacato lombardo

Duci: «Assicurare qualità e certezza di spesa, legalità e sicurezza nei cantieri, buona occupazione a partire dai giovani e le donne»  

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza potrà essere una grande occasione di sviluppo. A patto che si accompagnino i processi innovativi e si anticipino, e gestiscano, le eventuali ricadute sui lavoratori. Ne è convinta la Cisl Lombardia, che aprendo i lavori del suo XIII congresso regionale ha lanciato al presidente Fontana e ai suoi assessori, ai presidenti di Provincia e ai sindaci dei capoluoghi, a Cgil e Uil e alle altre parti sociali, la richiesta di una cabina di regia che realizzi una “governance partecipata dell’attuazione del Pnrr nella nostra regione e nei nostri territori”.  

“Una governance condivisa che assicuri qualità ed efficacia di spesa, certezza dei tempi, legalità e sicurezza negli appalti e nei cantieri, e ponga sempre al primo posto il superiore obiettivo di una programmata, effettiva e monitorata creazione di nuova e buona occupazione, a partire dai giovani e dalle donne”, ha detto il segretario generale della Cisl Lombardia, Ugo Duci, nella sua relazione introduttiva, sottolineando che: “PNRR per la Cisl significa: P come Partecipazione – N come negoziazione – R come Rappresentanza – R come Responsabilità: il titolo che abbiamo dato al nostro congresso”.  

Le assise in corso segnano la tappa finale del percorso congressuale lombardo che ha impegnato complessivamente oltre 8mila delegati. Sono 362 quelli riuniti oggi e domani al Crown Plaza di San Donato, in rappresentanza di 732mila iscritti alla Cisl lombarda.  

Tanti i temi al centro del dibattito, dalla sanità alla salute e sicurezza sul lavoro, dalle sfide della transizione ecologica alla conciliazione vita-lavoro, dalle politiche del lavoro alle vecchie e nuove povertà. Tante le aspettative sull’opportunità di sviluppo offerta dal Pnrr. “Una grande scommessa su cui la Cisl vuole “esserci… per cambiare” ciò che va cambiato, innovato e migliorato per costruire insieme un futuro di progresso, inclusione e coesione per la nostra Lombardia”, ha detto il segretario generale Ugo Duci, che ha chiesto alla Giunta Fontana uno “scatto nella regia”. “L’ eccezionalità, le criticità ma anche le opportunità del tempo presente rendono necessario innescare una robusta traiettoria che sostenga e sviluppi una regia comune, possibilmente più “smart” degli ormai datati tavoli istituzionali “all inclusive”, che prescindono dal “peso” di rappresentatività dei soggetti che vi partecipano - ha spiegato -. Una regia utile per superare resistenze, ritardi e incertezze, mettendo il dialogo e la negoziazione sociale al primo posto della costruzione condivisa e comune del futuro della nostra terra lombarda”. 

DI SEGUITO ALCUNI SPUNTI E PROPOSTE CISL SUI TEMI STRATEGICI

Sul PNRR, la salute e il servizio socio-sanitario lombardo

La riorganizzazione del servizio sanitario regionale in direzione di un rafforzamento e sviluppo della sanità territoriale passa dalla ricostituzione dei Distretti socio-sanitari.

Prioritarie sono:

- misure per la riduzione dei tempi di attesa e il recupero delle prestazioni rinviate causa Covid;

- un più incisivo governo dell’offerta di cura degli erogatori pubblici e privati in un’ottica che non sia competitiva e di svantaggio per la sanità pubblica, ma di cooperazione e integrazione;

- una chiara definizione dei percorsi regolativi dall’ospedale al territorio per la continuità assistenziale;

- definizione di misure e regole per calmierare le rette nei servizi sociosanitari  residenziali e semi-residenziali per garantire equità d’accesso, sostenibilità e sopportabilità della spesa per le famiglie.  

Sul PNRR, la disabilità e la non autosufficienza

Servirebbe implementare nella rete d’offerta sociosanitaria nuovi setting assistenziali e forme intermedie di abitare protetto, da affiancare a soluzioni di degenza extraospedaliera, per assicurare il più a lungo possibile la permanenza della persona nel proprio ambiente di vita o in un contesto di residenzialità che favorisca il mantenimento della vita di relazione e un adeguato sostegno alla residua autonomia.

Sul PNRR, la prevenzione, la salute e sicurezza sul lavoro

L’andamento degli infortuni in Lombardia, soprattutto con esito mortale, sollecita senza indugi e ritardi l’azione coordinata e congiunta di tutti i soggetti istituzionali e sociali coinvolti per contrastarne la crescita, rafforzando le azioni di prevenzione dei rischi e dei danni da lavoro. E’ urgente affrontare il grave problema delle carenze di personale, ponendosi obiettivi di rafforzamento importanti, stante il drastico peggioramento delle dotazioni organiche.

In particolare, nei servizi di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro degli 8 Dipartimenti delle Ats lombarde si è passati da 993 operatori nel 2010 a 589 nel 2020, il 40% in meno.

Sul PNRR, il clima e un nuovo sviluppo sostenibile

La Cisl Lombardia ha sostenuto ai tavoli istituzionali regionali, a partire dalla definizione degli atti di programmazione, l’esigenza di individuare processi e tutele rivolti ai/lle lavoratori/trici che possano accompagnare le trasformazioni del mondo produttivo, nel percorso di transizione ecologica, a partire da quella energetica.

Sul PNRR, la famiglia e la parità di genere

E’ essenziale che Regione Lombardia potenzi le misure di sostegno al lavoro di cura, attraverso investimenti sulla rete di servizi, ed estenda le misure di conciliazione vita-lavoro per le persone e le famiglie, anche mediante i fondi della programmazione europea Fse+ 2021/2027, con l’obiettivo di incrementare i servizi per la famiglia e allo stesso tempo incentivare l’occupazione femminile.

Sul PNRR, le vecchie e nuove povertà e fragilità

Regione Lombardia, nelle linee di sviluppo delle politiche di prevenzione e contrasto alle povertà, dovrebbe svolgere un ruolo di maggior coordinamento e indirizzo e investire più risorse regionali ed europee per rafforzare gli interventi di inclusione sociale.

Sul PNRR e il lavoro

In Lombardia tra il 2021 e il 2025 si avrà un fabbisogno stimato in circa 182.000 lavoratori all’anno, a cui corrisponde un’offerta di circa 110.000 persone in uscita da percorsi di istruzione e formazione e un gap di 72.000 lavoratori da intercettare.  

A fronte di questo fabbisogno, occorre lavorare su azioni mirate alla riqualificazione delle persone. Su questa necessità si inserisce il Gol nel sua declinazione lombarda, che prevede la presa in carico di oltre 69mila persone. La rilevazione dei fabbisogni potrà trovare nei patti territoriali la cornice entro cui collocare una formazione mirata e percorsi condizionati all’assunzione. Occorre coinvolgere le imprese e il territorio per consentire l’incontro tra domanda e offerta e rendere più efficace l’azione di intermediazione dei Centri per l’impiego e la loro sinergia col privato.

 

 

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