Malpensa Tavola Rotonda

 

Il futuro di Malpensa: un patto d’area per lo sviluppo e per l’occupazione

Nel pomeriggio di oggi, 11 maggio 2015, a Varese presso il Centro Congressi Ville Ponti si è tenuta una tavola rotonda organizzata dalla Cisl dei Laghi sul tema dell‘occupazione nello scalo aeroportuale di Malpensa.

“Il taglio che abbiamo deciso di dare alla discussione – ha spiegato nell’introduzione del dibattito il Segretario Generale della Cisl, Gerardo Larghi- è sulla situazione dei lavoratori a Malpensa che passa da alcuni spazi molto sindacalizzati, ad altri quasi completamente senza tutele”. Lo scopo della tavola rotonda era quello di proporre una “lobby territoriale” che agisca per promuovere del politiche del lavoro più eque nello scalo lombardo.
Alessandro Alfieri, il Coordinatore Regionale del PD in Lombardia ha accettato questa proposta, affermando: “Il tema di Malpensa è stato affrontato molte volte, ponendo l’attenzione su altri aspetti : la compagnia di bandiera che se ne va, le strategie per rilanciare lo scalo, ma è importante concentrarsi sulla qualità del lavoro dei lavoratori dell’indotto “. Alfieri ha anche espresso la volontà di dialogare col sindacato su questi temi: “Questa mattina ho avuto modo di ascoltare la Segretaria Nazionale della Cisl Furlan, una persona diretta che ci invita a confrontarci con una dialettica serrata e onesta, con questo spirito offro la mia disponibilità alla costituzione di un patto d’area per Malpensa”.
Luca Marsico, Consigliere Regionale della Regione Lombardia tra le file di Forza Italia ha accettato la sfida di occuparsi dei lavoratori di Malpensa, ha riconosciuto una forte discrasia di sindacalizzazione tra loro e allo stesso tempo sottolinea che non è solo responsabilità della Lombardia il futuro dell’aeroporto: “L’aspetto occupazionale varia in base al ruolo che le politiche nazionali vorranno dare a Malpensa, per questo, vorremmo una maggiore attenzione del Governo e del nuovo Ministro dei Trasporti”.
Osvaldo Domaneschi, Segretario Regionale della Cisl Lombardia, esprime perplessità sulle competenze delle varie istituzioni sulla situazione di Malpensa: “ Per ragioni storiche, l’area metropolitana di Milano è poco legata alle politiche della Regione Lombardia. E’ necessario un impegno maggiore per Malpensa, in questa situazione di scarsità di risorse, perché si costruisca un progetto condiviso ed efficace”.
Mauro Frangi, Presidente di Confcooperative Insubria, che partecipa al tavolo per il ruolo che alcune cooperative giocano nel mercato del lavoro in generale e a Malpensa in particolare. “Le cooperative, soprattutto nel settore del facchinaggio e della logistica, sono danneggiate da tre pratiche poco etiche: Contratti Collettivi Nazionali falsi, imprenditori senza scrupoli che puntano a un vero e proprio sfruttamento della manodopera e la regola del massimo ribasso nelle gare d’appalto della Pubblica Amministrazione”. Frangi accetta l’invito di collaborazione della Cisl ma dal canto suo gli chiede di mettersi in gioco per promuove “la buona impresa”. “Il sindacato non deve dimenticare la natura di socio del lavoratore della cooperativa - ha precisato Frangi- e non deve considerare la cooperativa un’impresa di serie B”.
Nelle conclusioni, Gerardo Larghi si è detto soddisfatto dell’adesione al patto di tutti i relatori presenti e ha ribadito l’importanza della cooperazione come strumento per uscire dalla crisi e di quanto sia fondamentale l’impegno di tutte istituzioni per ridurre il dumping salariale e trasformare Malpensa in un reale polo di sviluppo per il territorio.

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