“L'ATS dell' Insubria e l'applicazione della riforma sanitaria” - 23 febbraio 2018

La riforma sanitaria è stata al centro dell'incontro al quale hanno partecipato il presidente della Conferenza dei sindaci ATS Insubria e sindaco di Malnate Samuele Astuti,, il componente della stessa conferenza dei sindaci e sindaco di Cernobbio Paolo Furgoni, Marco Contessa della Funzione Pubblica Cisl dei Laghi, il segretario regionale Cisl Medici  Lombardia Danilo Mazzacane ed il segretario generale FNP Cisl dei Laghi Giovanni Pedrinelli. Moderatrice del tavolo è stata Alessandra Toni, giornalista di Varese News, mentre le conclusioni sono state affidate ad Adria Bartolich, segretario generale Cisl dei Laghi.

Gli interventi sono stati aperti da Pedrinelli, il quale ha sottolineato come la Federazione dei Pensionati sta prestando molta attenzione al tema della sanità e soprattutto al tema della riforma sanitaria regionale e alle difficoltà applicative della stessa.

“In primo luogo - ha voluto rimarcare -  al riordino della legge in questione non sono ancora seguiti i provvedimenti attuativi di contenuto previsti , per cui di fatto è ancora inattuata ed in secondo luogo la riorganizzazione e l'integrazione ospedali-territorio fatica a realizzarsi”. Nello specifico, i problemi sul campo sono molteplici, come la mancata massiccia adesione dei medici al nuovo modello di percorso del paziente cronico, che risulta essere solo pari al 46% sul nostro territorio, o la gestione e cura del paziente non-cronico, laddove il gap fra la richiesta, per esempio, fra la richiesta di prestazione e l'effettuazione della prestazione stessa è molto alto. Ciò sembra spingere verso un sistema assicurativo, mentre fondamentale dovrebbe essere la scelta del sistema pubblico.

Un quadro dele criticità percepite dagli utenti sono state rilevate attraverso un sondaggio che giudica il sistema largamente peggiorato, a fronte di un esiguo 10% che trova un minimo di miglioramento.

In questa visione si deve innestare un'ottica di miglioramento che passa attraverso lo spostamento dell'attenzione dall'ospedale al territorio. Con i Piani di Zona verranno stanziati fondi non ancora sufficienti, ma importanti, quindi l'appello è che venga prevista ed attuata una rilevante negoziazione per una corretta riforma che integri il campo sociale con quello sociosanitario per completarsi l'uno con l'altro nel territorio.

Mazzacane, considerando in generale il piano cosiddetto della cronicità e la sua attuazione, ha sostenuto che nella riforma sanitaria lombarda manca la valorizzazione e la ristrutturazione del territorio, anteponendo una visione “ospedalocentrica” di puro spostamento e non di reale integrazione col territorio.“Esiste oggi uno scostamento fra la sanità e la politica. La riforma sanitaria lombarda porta con sé aspetti positivi, ma necessariamente occorre verificare prima i progetti e poi passare all'applicazione”.

Fra i problemi messi sul tavolo l'esercizio della professione spesso in condizioni di scarsa sicurezza e serenità con assunzioni livellate su bassi stipendi e un'organizzazione del lavoro problematica soprattutto per quanto riguarda gli orari. In tutto ciò, occorre recuperare il rapporto fiduciario medico-paziente , attraverso anche una posizione più empatica con i pazienti cui deve essere distintamente dedicato “un tempo di comunicazione ed un tempo di cure”.

Marco Contessa, ha focalizzato il punto sul bilancio della Lombardia dedicato alla spesa sanitaria che costituisce il 77% della spesa totale. “ I problemi dei lavoratori sono tanti, con le conseguenti espressioni di disagio (più richieste di part time, trasferimenti,…). I lavoratori sono stanchi, il personale cala, aumentano le ore di straordinario ed i servizi di esternalizzazione.Tutto ciò è frutto di una continua contrazione delle risorse di un cambio generazionale necessario”.

Il focus è che occorre un progetto di lunga durata attraverso una possibile riorganizzazione del personale ed un progetto più ampio dove sindacato, lavoratori e cittadini devono essere ascoltati per costruire un nuovo modo di fare sanità.

Astuti ha condiviso le criticità della riforma attuale: le piccole realtà ospedaliere non devono sparire ma devono essere riorganizzate per potere dare risposte ai cittadini e per fare ciò occorre organizzare la programmazione all'interno dei vari territori.

Adria Bartolich in conclusione degli interventi ha considerato che il nostro sistema sanitario lombardo è un buon sistema che si regge su un impianto dove pubblico e privato si integrano e ciò dovrebbe continuare. In generale occorre una buona pianificazione delle risorse ed un ragionamento  non sulla chiusura delle piccole realtà ospedaliere, ma su eventuale specializzazione degli ospedali, in modo da non provocare una perdita di servizio per il territorio.

ESE NEWS 22.2.2018

 

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