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CISL: no al ridimensionamento della chirurgia al Sant'Anna

 

 

 COMUNICATO CISL 20.7.2017

SANITA' LARIANA - La recente riforma sanitaria cambia radicalmente l’architettura e il quadro operativo del sistema sanitario lombardo. A questo si aggiunge la continua contrazione di risorse a disposizione delle regioni specie dopo il Decreto Ministeriale 70. L’attuazione delle riforme è una fase sempre complessa per definizione, procedere alla loro attuazione operando dei tagli lo è ancora di più, ma la riforma sanitaria ha bisogno di gambe sulle quali camminare ed è impossibile riuscirci se i diversi soggetti coinvolti non fanno tutti gli sforzi possibili per dialogare tra di loro. Probabilmente occorre migliorare il dialogo fra la regione e i medici, cioè coloro che sono quotidianamente sul campo.Ma anche tra Regione, dirigenti e sindacalisti.  Per quanto riguarda in modo specifico il nostro territorio si aggiunge anche la necessità di un rapporto serrato con il Comune di Como per l’utilizzo dell’area dell’ex Ospedale S. Anna. La gestione della cronicità è diventata più difficile. La problematica della tempistica delle prestazioni ha avuto una evoluzione a livello nazionale senza però ottenere una soluzione organica.Sul campo rimangono in prima linea i medici ed i pazienti, questi ultimi sempre più bisognosi ed esigenti.I medici sempre più attempati e ridotti di numero cercano da tempo di fare argine, ma sono allo stremo.Servono forze fresche da arruolare e motivare anche sul lungo periodo. Non ci riferiamo ai riscontri di tipo economico, che sarebbero giustificati, ma la anche della prospettiva di uno sviluppo di carriera che dia riscontro all'impegno professionale che contempli come possibilità anche il raggiungimento del ruolo di primario o meglio di dirigente di una struttura complessa. L’appiattimento delle carriere demotiva e non rende l’accesso alla sanità pubblica competitiva rispetto a quella privata che offre prospettive economiche migliori, mentre le ambizioni e le gratificazioni professionali sono meglio soddisfatte fuori dall'Italia. Eppure quella del medico rimane una professione intellettualmente e umanamente interessante, bella e desiderata da tanti giovani.Se non vogliamo perdere i medici migliori dobbiamo motivarli e gratificarli. I

In merito poi al grave problema segnalato dalla stampa riguardante la chiusura di una chirurgia dell’ospedale Sant’Anna confermiamo la massima preoccupazione per i possibili risvolti negativi sulla serenità e professionalità dei medici chirurghi. Temiamo che questo ulteriore ridimensionamento del Sant’Anna faccia arretrare l’ospedale in termini di competitività e capacità attrattiva e che possa generare l’allungamento delle liste d’attesa per gli interventi costringendo l’utenza lariana a recarsi negli ospedali di altre città lombarde. E’ necessario che i nostri politici e consiglieri regionali lariani chiedano alla Regione una deroga alla chiusura del reparto di chirurgia.

 

COMUNICATO CISL 21.7.2017

SANITA’ lariana: valuteremo i fatti - E’ di tutta evidenza che la nostra preoccupazione principale non riguarda l’aspetto organizzativo e burocratico, bensì la funzionalità di un reparto e la qualità del servizio erogato all’utenza. Specie su un tema così delicato quale quello della salute delle persone. Accorpare i primariati, infatti, non è come accorpare due uffici, e va ben oltre il destino dei singoli individui coinvolti, perché il tipo di primario, la sua qualità professionale e anche la sua specializzazione, è determinate per orientare le prestazioni sanitarie erogate da un reparto.  Un primario che eccelle in una specializzazione, oltre a fare crescere le professionalità interne, costituisce, nei fatti, un riferimento che qualifica, non solo il reparto ma anche l’azienda e il servizio sanitario dell’intero territorio. Quindi nessun allarmismo, ma solo la richiesta di conoscere che tipo di orientamento operativo si intenda attribuire alla chirurgia del S.Anna.  Sostenere che sia sufficiente mantenere un reparto perché questo si traduca in un servizio realmente efficiente a disposizione degli utenti è un illusione. La funzionalità di un reparto è costituita innanzi tutto dalla qualità professionale e di specializzazione dei medici, e di tutto il personale che vi opera. I nostri dubbi derivano dal venir meno dell’attuale alta professionalità di chirurgia generale, che occorre pensare di sostituire adeguatamente e che se non coperta, potrebbe significare, sul lungo periodo, anche un’incapacità di esaurire le già corpose liste d’attesa. Non ci convincono, su un tema di questa delicatezza, risposte burocratiche. Chiediamo chiarimenti di merito ed eventualmente una deroga della Regione che consenta di mantenere la qualità del servizio della chirurgia del S.Anna, la cui assenza andrebbe com’è ovvio, a vantaggio di altre strutture o altri territori. Leggere che “tutte le attività della dismessa UOC (cioè della chirurgia generale) confluiranno nella nuova UOC (Unità Operativa Complessa, già chirurgia generale ad indirizzo vascolare e toracico) con la nuova denominazione Chirurgia generale, non è stato rassicurante. Nessun accenno a formazione specifica né al ruolo dei medici con formazioni diverse da quelle contemplate nella nuova denominazione. C’è un problema non secondario di ridefinizione delle professionalità e di indirizzo del nuovo reparto. Molte sono le questioni da affrontare. La Cisl è aperta ad ogni confronto utile per trovare soluzioni, come sempre, soprattutto su temi di questa delicatezza.
 

 

 

 

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