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Una certa idea di Como
Verso e oltre le elezioni amministrative dell’11 giugno 2017: un messaggio alla città
 
Condividiamo “una certa idea di Como”.
L’idea di una città in cui la persona, la famiglia, la comunità siano al centro e, nel contempo, promuovano un’autentica cultura della corresponsabilità che,avendo  come obiettivo il bene comune, sia capace di generare alleanze efficaci tra soggetti attivi nell’economia, nella società,  nella cultura  e tra questi e le Istituzioni preposte ad amministrarla.
L’idea di una città in cui sviluppo e coesione sociale siano il cardine di ogni progetto per il suo futuro.
Le elezioni amministrative costituiscono il momento in cui scegliere, tra diverse proposte, gli uomini e le donne cui affidare la responsabilità di guidare, con la loro azione amministrativa, il futuro della città e dei suoi abitanti.
Di rispondere alle esigenze dei cittadini affrontandone i problemi dell’oggi.
Non serve al riguardo presentare un lungo elenco “di cose da fare”.
Le priorità sono sotto gli occhi di tutti: un’azione amministrativa intelligente e trasparente consentirà di affrontarle.
Per parte nostra non verrà mai meno una presenza vigile e un contributo fattivo perché, in un chiaro quadro di priorità nell’utilizzo delle poche risorse disponibili, non manchino risposte essenziali e urgenti.
Le elezioni amministrative e le scelte che chiedono ai cittadini sono, nel percorso della democrazia, la migliore occasione per esprimere la visione del futuro della nostra città di cui è portatore chi si candida ad amministrarla.
Crediamo, infatti, che sia il tempo di dare nuovo respiro e nuovo slancio a Como.
Como, capoluogo di provincia, città di confine, città europea, città che ha portato il suo genio e la sua intelligenza creativa in tutto il mondo deve tornare ad essere capace di ampi orizzonti, di “sognare in grande”.
Non per fuggire dalla realtà ma per liberarla dal pessimismo, dalla rassegnazione e dalla mediocrità.
Solo così si potranno affrontare e superare le sfide poste anche alla nostra città dalla globalizzazione, dalla crisi economica, dalla mobilità umana, dai monopoli digitali.
Una “visione di futuro”, dunque, che al suo centro abbia la capacità di tenere indissolubilmente legati tra loro sviluppo economico e coesione sociale, generazione di valori e costruzione di legami di comunità.
Una “visione di futuro” possibile solo a partire da un grande investimento in capitale umano, cultura, conoscenza: i veri “motori” di una città nell’epoca contemporanea.
Capace di rendere Como città attrattiva: non solo di turisti ma di talenti, saperi, competenze.
Capace di generare nuova imprenditorialità e, con essa, occupazione, reddito, opportunità per i cittadini di antica e di recente data.
Capace di produrre un’alta qualità della vita per tutti, valorizzando lo straordinario ambiente che abitiamo e la qualità delle relazioni sociali che lo arricchiscono.
Capace di aprire un orizzonte credibile di speranza per le giovani e per le future generazioni.
Capace di ricostruire fiducia in se stessi e nelle capacità dei comaschi di promuovere la propria identità costruendo ponti e non muri, realizzando uno sviluppo che abbia a cuore la persona, la famiglia, la comunità.
Una simile visione di futuro non può essere delegata solo a chi amministra la città.
Richiede, nel contesto sociale e politico della sussidiarietà, il rilancio sul territorio della cultura della partecipazione con la costruzione di una robusta rete di alleanze, entro cui ogni attore economico e sociale si metta pienamente in gioco per declinare la corresponsabilità nel pensiero, nel progetto e nel processo.
Politica, istituzioni, imprenditoria, società civile, scuola comunità cristiana dovranno quindi saper creare tempi e luoghi di reciproco ascolto e, nel rispetto delle loro autonomie, condividere l'impegno per il bene comune senza che nessuno sia escluso.
In questo percorso di democrazia siamo pronti a fare la nostra parte a partire dai temi che più contraddistinguono le opere delle nostre associazioni:
  • la promozione di una nuova imprenditorialità capace di ricerca e di innovazione;
  • la produzione di valore economico per contribuire a generare lavoro e dignità per tutti compresi gli ultimi, gli emarginati, gli immigrati.
  • la cura della famiglia come soggetto di protezione sociale e come generatore di risorse per la crescita della città   
  • la presa in carico delle solitudini come malattie urbane da guarire con la cura delle relazioni e la costruzione di legami di comunità
  • la tutela e la promozione dell'ambiente, del patrimonio culturale e artistico come espressioni della cultura della bellezza, anche in chiave di promozione turistica.

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