La stagione dell’autonomia e dell’unità

 

Dal 1969 ha inizio una nuova fase di rilancio dell’unità sindacale.

Per tre volte i consigli generali di CISL, CGIL e UIL si riuniscono per fissare le date dei congressi di scioglimento delle organizzazioni (che alcune strutture realizzano) in vista del Congresso unitario.

Nel luglio 1972 si giunge anche alla fondazione della Federazione unitaria, momento transitorio e di compromesso per arrivare in una seconda fase all’unità organica.

Ma la federazione unitaria, invece, diventerà la struttura stabile di un’unità sindacale incompleta, burocratizzata e lontana dai lavoratori il cui aspetto positivo sarà quello di garantire il movimento sindacale da pericoli di sgretolamento davanti agli attacchi portati dall’eversione fascista e, in seguito, dal terrorismo.

Il 1973 è l’anno della crisi petrolifera e l’inizio di una profonda crisi economica per tutto il mondo industrializzato ma il sindacato, forte dei precedenti successi, riesce a raggiungere comunque significativi risultati.

Nel 1975 sigla un accordo interconfederale in cui è previsto il miglioramento del rapporto tra salario e pensioni, l’unificazione del punto di contingenza per tutti i lavoratori (in precedenza erano previste scale mobili differenziate tra le varie categorie di lavoratori) e la riforma della cassa integrazione guadagni.

Nel 1977 stipula un accordo che prevede il blocco del calcolo della contingenza sulle liquidazioni e la soppressione di alcune festività.

Questo accordo, come il precedente, mostra un mutamento degno di nota: il sindacato si propone come parte dirigente rispetto alla politica economica generale, impegnandosi in prima persona per contribuire a far uscire il Paese dalla profonda crisi che lo attraversa.

E’ la scelta sancita nel 1978 dall’assemblea dei delegati della Federazione unitaria all’Eur e che, tuttora, è al centro dell’azione della CISL e del sindacato nel nostro Paese.

Il clima politico è favorevole a questa svolta, sono infatti gli anni dei Governi di “solidarietà nazionale” conseguenti all’assassinio di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse.

Un impegno che non verrà meno nonostante le minacce dirette del terrorismo di destra e di sinistra  che vedevano nel movimento sindacale un nemico da distruggere.

Tuttavia la Federazione unitaria in questo frangente mostra tutti i suoi limiti e cade sotto il peso delle polemiche.

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