Consenso all'uso dei cookies

 

 
 

 

    Fim FB300

                                      

 

 

RASSEGNA STAMPA

 

 Fim segreteria

Al termine del Congresso, eletta la Segreteria 
La nuova Segreteria della Fim Cisl dei Laghi, eletta dal Consiglio Generale al  termine del Congresso è composta da Paolo Carini , segretario generale, Angelo Re e Gennaro Aloisio

Si è tenuto nelle giornate del 2 e 3 Marzo a Vertemate con Minoprio, il 2° Congresso territoriale della Fim Cisl dei Laghi, Federazione Italiana Metalmeccanici.
“Questo, ha esordito il Segretario Generale uscente Paolo Carini, è l’appuntamento più importante nella vita della nostra Organizzazione, per una giusta verifica del contesto in cui si è svolta la nostra azione di rappresentanza e in quale contesto la stessa si troverà ad operare nei prossimi anni”.
Dalle parole del segretario, il contesto di cui si parla appare in perenne trasformazione, dove la crisi iniziata nel 2007 purtroppo non ha ancora visto la sua fine, con un Paese dove, da una posizione fra uno dei paesi più industrializzati, è divenuto un paese “sub-fornitore” ai margini dei grandi, con un manifatturiero crollato vertiginosamente, che ha bruciato un milione di occupati e bruciato oltre 120 mila aziende.
“Le nostre provincie di Como e Varese sono state fra quelle più colpite dalla crisi, continua Carini, e in particolare l’industria metalmeccanica non si è ancora ripresa e la congiuntura non consente ancora di riassorbire i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro”. Il settore Aeronautico, per esempio, una volta perla del territorio, oggi viaggia verso una pericolosa deriva, perdendo la sua essenza di settore strategico per il nostro Paese sia da un punto di vista economico, che di quello tecnologico e funzionale ai rapporti internazionali tra i paesi. “Occorre costruire le condizioni per poter risollevare le sorti industriali del territorio, conclude sul punto il Segretario, che ha tutte le possibilità per invertire la rotta”.
“Il contratto dei metalmeccanici, analizza in seguito Carini, è un contratto di svolta, uno stimolo concreto alla rinascita dell’industria metalmeccanica italiana e delle relazioni industriali”. A supporto di questa idea il Segretario descrive i punti di forza del contratto, che si incentrano: sul diritto soggettivo alla formazione, che punta a colmare la carenza di competenze che oggi caratterizza molti lavoratori e che è la vera tutela del lavoro e dell’occupabilità; la proposta di un modello industriale nuovo che rimoduli i rapporti fra lavoratore e impresa, sempre più partecipativi; la ritrovata comunione di intenti e di azione.
Il punto da perseguire, sostiene in conclusione, è un’unità che riscopra il ruolo “educativo” che deve avere il sindacato e che metta al centro dell’agire la persona: “Un’idea nuova di sindacato, un sindacato unito, rispettoso delle proprie differenti idee e specifiche caratteristiche, un soggetto che unisce e non divide, un soggetto che costruisce e non distrugge”.

Sindacato progetto dinamico che evolve senza perdere le proprie radici
Tavola Rotonda

Nella giornata conclusiva del 2° Congresso territoriale Fim Cisl dei Laghi, si è svolta la tavola rotonda sul tema “Sindacato progetto dinamico che evolve senza perdere le proprie radici”, la quale ha visto la partecipazione di Johnny Dotti, pedagogista e sociologo, Marco Frisoni, docente di Amministrazione e gestione del personale e Diritto del lavoro all’università dell’Insubria e consulente del lavoro, Luciano Pero, docente di organizzazione al Politecnico di Milano e Alberto Berrini, economista consulente della Cisl nazionale.
Il primo a prendere la parola è stato Dotti, che, commentando il nuovo c.c.n.l. del settore metalmeccanico, ha sottolineato come in esso si leggano molteplici aperture e spazi di riconoscimento per quanto riguarda la parte di retribuzione oggi espressa sotto forma di servizi, ovvero il cosiddetto “welfare”, il quale allo stato dei fatti va a sostituire il welfare di Stato oggi in lento declino. Questo nuovo strumento di contrattazione deve però essere interpretato e per far ciò serve un sindacato “intelligente” che valuti attentamente quali possano essere i suoi contenuti. Per perseguire questo intento, occorre che il sindacato non dimentichi la sua dimensione di nascita, che è quella mutualistica. Solo in questo modo il welfare può diventare uno strumento dall’enorme potenziale. “Occorre prendere spunto dal c.c.n.l. per immaginare la riconnessione di una coesione sociale, perché proprio il welfare costituirà uno dei principali mercati interni del Paese che inevitabilmente si sposterà dal pubblico al privato”.
Ha proseguito al tavolo degli interventi, Marco Frisoni, che ha principalmente posto l’accento su come sia indispensabile spiegare, innanzitutto, alle nuove generazioni che cosa sia il sindacato e il mondo che lo circonda, i valori che porta. Il coinvolgimento dei giovani passa attraverso la spiegazione delle radici stesse del sindacato, le differenze di approccio delle varie organizzazioni sindacali e in cosa consista il pluralismo sindacale.
Il discorso è volto quindi al delineare come oggi, fra le questioni sul tavolo, fondamentale è lo spazio offerto dalle molte deleghe che anche le recenti riforme applicate al mondo del lavoro offrono e che il sindacato deve impegnarsi a cogliere.
Al tavolo ha quindi preso la parola Luciano Pero, che subito ha rappresentato uno spaccato di ciò che sono diventate le fabbriche oggi, intesi come posti ove le nuove tecnologie hanno preso notevolmente piede. “In questa nuova realtà di lavoro, ha proseguito Pero, non basta un puro governo tecnico e gestionale d’impresa: occorre necessariamente l’impegno della parte “intelligente” dei lavoratori, intesa come strumento che si inserisca in sistemi di produzione oggi molto complicati, ma che alla fine mostrano come l’intelligenza superiore sia sempre quella dell’essere umano”. Proprio per questo occorre una spinta sempre maggiore al coinvolgimento e alla partecipazione dei lavoratori ed è in questo quadro che il sindacato deve avere una nuova veste: “attraverso nuove forme organizzative ci si può inserire sul governo dell’uso delle nuove tecnologie. Un governo del posto di lavoro attraverso un lavoro in team, team di operai e di reti. Solo in questo modo il sindacato può fare ancora molto, laddove il suo ruolo ed obiettivo tradizionale è ormai risolto”.
Ultimo a prendere la parola è stato Alberto Berrini, che ha descritto, cogliendone una dimensione nuova, un quadro generale del capitalismo moderno: quello finanziario. “I problemi del capitalismo finanziario, ha spiegato, sono molteplici: innanzitutto è una forma di capitalismo che si sviluppa in un’ottica di breve periodo, non favorisce la crescita e l’occupazione e distrugge la produttività”.
“L’impegno quindi, ha auspicato, è quello di un impegno alla regolamentazione dei mercati finanziari e alla democratizzazione degli stessi”. In questa fase, è stata la conclusione, il sindacato, oltre alla sfida riconosciuta sull’identificazione del nuovo concetto di welfare di cui si è molto parlato, deve affrontare la sfida sulla organizzazione e la democratizzazione dell’economia, con una spinta al potere politico affinché si raggiunga una regolamentazione ferrea dei mercati finanziari e si crei un modo nuovo di fare finanza che porti sviluppi positivi all’economia e la lavoro.

Stampa